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Bando digitalizzazione 2026: cosa finanzia davvero

Bando Innovazione Digitale 2026 della Camera dell'Emilia: 50% fino a €10.000, le 15 tecnologie ammesse, l'esclusione di siti ed e-commerce, le date da rispettare.

In breve. Il Bando Innovazione Digitale 2026 (PI26) della Camera di Commercio dell'Emilia copre il 50% delle spese, fino a €10.000, per micro, piccole e medie imprese con sede a Parma, Piacenza o Reggio Emilia. Finanzia tecnologie precise: gestionali e CRM integrati, intelligenza artificiale, cloud, cybersecurity, analytics. Esclude in modo esplicito i siti web aziendali, e-commerce compreso. Le domande si sono chiuse il 30 luglio 2026; le spese contano dal 1° maggio 2026 al 31 maggio 2027.

Qui sotto trovi il bando letto articolo per articolo, con i passaggi che decidono se un progetto passa o resta fuori. I riferimenti rimandano al testo ufficiale del bando.

Il bando in una tabella

Voce Bando PI26
Ente Camera di Commercio dell'Emilia
Chi partecipa Micro, piccole e medie imprese con sede legale a Parma, Piacenza o Reggio Emilia
Contributo 50% a fondo perduto, fino a €10.000, più €250 con rating di legalità
Investimento minimo €5.000
Dotazione €2.000.000
Domande dal 20 al 30 luglio 2026, sulla piattaforma Restart
Periodo delle spese dal 1° maggio 2026 al 31 maggio 2027
Rendicontazione entro il 15 settembre 2027, ore 18:00
Ordine di ammissione cronologico, con precedenza a chi è rimasto senza contributo nel PI25
Regime de minimis, fino a €300.000 di aiuti in tre anni

Cosa finanzia: le 15 tecnologie ammesse

Il criterio è uno solo: ogni spesa deve portare in azienda almeno una tecnologia dell'elenco.

«Gli interventi – e le relative spese di cui all'art. 6 – dovranno riguardare almeno una tecnologia tra quelle indicate nell'elenco seguente.»

— Bando PI26, articolo 5, comma 2

Accanto a ogni voce, un esempio di come si traduce in una PMI.

# Tecnologia ammessa Un esempio concreto
a Manifattura additiva e stampa 3D Prototipi e ricambi stampati in azienda
b Cloud, fog e quantum computing Gestionale e archivi spostati in cloud
c Cyber security e business continuity Backup, protezione degli accessi, piano di ripristino
d Intelligenza artificiale Assistente che risponde sui documenti interni
e Calcolo ad alte prestazioni (HPC) Simulazioni e calcoli intensivi
f Robotica avanzata e collaborativa Cobot in linea di produzione
g Big data & analytics Cruscotti su vendite, magazzino e produzione
h Blockchain Tracciabilità di filiera
i Realtà aumentata, virtuale e ricostruzioni 3D Manuali e cataloghi in realtà aumentata
j Internet of Things e sensoristica Macchine e ambienti monitorati a distanza
k Gestione integrata dei processi: ERP, CRM, MES, PLM, SCM, RFID, barcode CRM collegato al gestionale, magazzino con barcode
l Sistemi fintech Incassi e riconciliazioni automatiche
m Geolocalizzazione Squadre e interventi tecnici sul territorio
n In-store customer experience Cataloghi digitali e totem in negozio
o Sostenibilità e transizione energetica Monitoraggio dei consumi, analisi del ciclo di vita

Le spese ammesse sono di tre tipi: consulenza, formazione e acquisto di beni materiali e immateriali, comprese licenze e canoni del periodo di ammissibilità.

Cosa esclude: la voce che sorprende di più

Tra le spese escluse, una riguarda chiunque pensi di finanziare la propria presenza online.

«Sono in ogni caso escluse dalle spese ammissibili quelle sostenute per: […] h) siti web aziendali e loro componenti accessorie compreso e-commerce.»

— Bando PI26, articolo 6, comma 7

Nello stesso elenco ci sono altre voci che toccano i progetti digitali:

  • comunicazione e digital marketing, spese generali comprese (lettera f);
  • adeguamenti a norme di legge: accessibilità, privacy, AI Act restano fuori (lettera e);
  • consulenza ordinaria fiscale, contabile, legale o di semplice promozione (lettera c);
  • telefoni cellulari e tablet (lettera g) e sistemi per lo smartworking (lettera q);
  • canoni ordinari di connettività, telefonia ed energia (lettera i);
  • beni usati, in comodato o in leasing (lettera l) e pagamenti in contanti (lettera j).

Cambiare nome al progetto serve a poco: in istruttoria la Camera verifica l'attinenza della domanda alle tecnologie dell'articolo 5 (articolo 10). Un negozio online resta un e-commerce. Un CRM collegato al gestionale rientra invece nella tecnologia k. Sui casi di confine conviene chiedere prima alla Camera, con il preventivo alla mano.

Cosa è cambiato dal 2025

Voce PI25 (2025) PI26 (2026)
E-commerce Tra le tecnologie ammesse, esclusi gli aggiornamenti di e-commerce già finanziati nel 2023–2024 Escluso insieme ai siti web aziendali
Domande 25 settembre – 21 ottobre 2025 20 – 30 luglio 2026
Contributo 50%, fino a €10.000 50%, fino a €10.000
Investimento minimo €5.000 €5.000
Precedenza Ordine cronologico Prima chi è rimasto senza contributo nel PI25, poi ordine cronologico

La finestra si è accorciata da quasi un mese a dieci giorni ed è arrivata due mesi prima. Chi aspetta il bando per iniziare a pensare al progetto rischia di trovarla già chiusa.

Chi può essere il fornitore

L'articolo 7 distingue per tipo di spesa. Per il software la scelta è libera:

«Non sono richiesti requisiti specifici per i fornitori di attrezzature tecnologiche e programmi informatici.»

— Bando PI26, articolo 7, comma 4

Tipo di spesa Chi può fornirla
Software e attrezzature Qualsiasi fornitore, senza legami societari o di parentela con l'impresa
Consulenza Competence Center, EDIH, incubatori certificati, FabLab, centri di trasferimento tecnologico 4.0, start-up e PMI innovative, Innovation Manager certificati o iscritti all'elenco Unioncamere, altri fornitori con almeno tre consulenze sulle tecnologie ammesse negli ultimi tre anni
Formazione Agenzie formative accreditate dalle Regioni, università, ITS; esclusa la formazione del fornitore del bene o della consulenza

Il preventivo va intestato all'impresa e deve mostrare le singole voci di costo e il legame con le tecnologie ammesse. I preventivi fatti dall'impresa a se stessa sono esclusi.

Le date e le trappole sui soldi

  1. 1° maggio 2026 — inizio del periodo in cui le spese contano.
  2. 20–30 luglio 2026 — domande sulla piattaforma Restart, con firma digitale.
  3. Graduatoria — pubblicata sul sito camerale, con il codice CUP del progetto.
  4. 31 maggio 2027 — ultime spese fatturate e pagate.
  5. 15 settembre 2027, ore 18:00 — rendicontazione finale, pena la decadenza.

Cinque dettagli fanno perdere il contributo più spesso della scelta della tecnologia.

«Le spese sostenute a titolo di acconto prima della data del 01/05/2026 comportano l'inammissibilità anche delle successive fatture riferite al medesimo bene.»

— Bando PI26, articolo 6, comma 4

  • L'acconto anticipato: un acconto pagato prima del 1° maggio 2026 rende inammissibile anche il saldo dello stesso bene.
  • La soglia del 70%: se la spesa rendicontata scende sotto il 70% di quella ammessa, il contributo decade (articolo 8, comma 4).
  • Il CUP in fattura: le fatture devono riportare il codice unico di progetto; quelle emesse prima della graduatoria si integrano (articolo 12).
  • I pagamenti tracciabili: bonifico, Ri.Ba. o carta aziendale; i contanti escludono la spesa.
  • La ritenuta del 4%: il contributo arriva al netto della ritenuta d'acconto (articolo 8).

I documenti per la domanda

  • modulo di domanda compilato in formato elettronico e firmato digitalmente;
  • preventivi intestati all'impresa, con le singole voci e il legame con le tecnologie ammesse;
  • report di autovalutazione Selfi4.0 compilato dopo il 1° gennaio 2026, oppure Zoom 4.0 con il Digital Promoter del Punto Impresa Digitale della Camera;
  • procura, se la domanda la invia un intermediario;
  • autocertificazione del consulente, se rientra tra gli «ulteriori fornitori»;
  • imposta di bollo, pagata con PagoPA.

Il tuo progetto è un sito o un e-commerce? Le alternative

Il Voucher camerale esclude i siti, altre misure li finanziano.

Progetto Misura Condizioni
E-commerce e SEO per i mercati esteri, per PMI manifatturiere Digital Export 2026–2027 50%, da €10.000 a €20.000; domande dal 28 settembre al 5 ottobre 2026; progetti svolti nel 2027 con fornitori qualificati
Negozio online proprio o su marketplace, per vendere all'estero SIMEST E-commerce Finanziamento agevolato con quota a fondo perduto fino al 10%
Negozio di vicinato, bar o ristorante che si digitalizza Bando Commercio della Regione Emilia-Romagna 40% fino a €50.000, investimento minimo €20.000–30.000
CRM, gestionale o AI accanto al sito Prossimo Voucher digitale camerale Condizioni alla pubblicazione del bando

La stessa tabella, aggiornata anno per anno, è nella pagina Bandi per la digitalizzazione.

E il 2027?

Il Voucher camerale esce ogni anno: nel 2025 ha aperto a settembre, nel 2026 a luglio. Chi vuole arrivare pronto può muoversi già adesso:

  1. scegliere la tecnologia dell'elenco che il progetto introduce davvero;
  2. farsi fare preventivi con le singole voci e il riferimento alla tecnologia;
  3. controllare gli aiuti già ricevuti sul Registro nazionale degli aiuti;
  4. tenere pronti firma digitale e PEC dell'impresa;
  5. rimandare gli acconti a quando il nuovo bando indica l'inizio del periodo delle spese.

Fonti

Dati verificati sui testi ufficiali all'11 settembre 2026.

Domande frequenti

Il Bando digitalizzazione 2026 finanzia il sito web? +

Il sito web aziendale è escluso in modo esplicito, e-commerce compreso: lo dice l'articolo 6, comma 7, lettera h del bando PI26. Nel 2025 l'e-commerce era invece tra le tecnologie ammesse.

Quanto copre il contributo? +

Il 50% delle spese ammissibili al netto di IVA, fino a €10.000 per impresa, con un investimento minimo di €5.000. Le imprese con rating di legalità ricevono €250 in più. Sul contributo si applica la ritenuta d'acconto del 4%.

Posso ancora presentare domanda per il 2026? +

La finestra si è chiusa il 30 luglio 2026. La Camera può riaprire i termini se restano fondi disponibili, e lo comunica sul proprio sito. Per chi resta fuori conviene preparare il progetto per l'edizione successiva.

Posso scegliere un fornitore qualunque? +

Per software e attrezzature sì, purché senza legami societari o di parentela con l'impresa. Per la consulenza servono fornitori con requisiti precisi, per la formazione enti accreditati, come prevede l'articolo 7.

Il contributo si somma ad altri aiuti? +

Sì, nei limiti del regime de minimis: al massimo €300.000 di aiuti in tre anni per impresa unica, e mai oltre il 100% del costo sostenuto.