Famiglia e persone
Separazione, divorzio, affidamento, mantenimento, successioni. Domande frequenti, tempi realistici, cosa portare al primo appuntamento.
Sobrio, chiaro, veloce. Le materie spiegate come le cerca chi ha un problema, il profilo che costruisce fiducia, moduli che trattano con cura dati delicati. Tutto dentro i limiti dell'informazione professionale.
Il percorso è quasi sempre lo stesso, e il sito entra in scena molto prima della telefonata. Conoscerlo cambia cosa mettere in pagina.
«Quanto dura una separazione», «licenziamento per giusta causa cosa fare»: la ricerca parte dal problema, in italiano corrente. Chi ha già risposto a quella domanda si trova sul percorso; chi elenca soltanto materie arriva dopo.
In quei due minuti si decide la fiducia. Un testo che spiega tempi, costi e alternative con onestà vale più di qualunque aggettivo, perché mostra il modo in cui ragionate.
Percorso, abilitazioni, materie seguite davvero, Ordine di appartenenza, foto vera, indirizzo. È la verifica che precede ogni contatto: una pagina profilo completa la chiude in trenta secondi.
Molti preferiscono scrivere invece di chiamare, e vogliono dire poco prima di sapere con chi parlano. Un modulo breve, con informativa chiara e la promessa di un richiamo, porta più contatti di un numero di telefono da solo.
Una pagina per materia, nel linguaggio di chi ha il problema: è il contenuto che si posiziona e che porta richieste pertinenti, invece di curiosi.
Separazione, divorzio, affidamento, mantenimento, successioni. Domande frequenti, tempi realistici, cosa portare al primo appuntamento.
Licenziamenti, contratti, mobbing, vertenze. Le pagine che rispondono a chi ha appena ricevuto una lettera, quando decide in pochi giorni.
Difesa, misure cautelari, reati contro la persona e il patrimonio. Toni sobri, informazione corretta e riservatezza dichiarata.
Contratti, locazioni, risarcimenti, liti condominiali, recupero crediti fra privati. La materia con più ricerche locali di tutte.
Contrattualistica, societario, crisi d'impresa, privacy e GDPR. Qui il cliente confronta competenza e lingua: parlare come l'imprenditore paga.
Decreti ingiuntivi, esecuzioni, insoluti ricorrenti. Servizio ripetibile, spiegabile con passaggi e tempi, adatto a diventare pagina dedicata.
Mandateci l'indirizzo del sito e le materie di cui vi occupate davvero. In tre giorni lavorativi ricevete un documento con cosa conviene sistemare, cosa manca e quanto costa.
Il perimetro è scritto nella legge professionale e nel Codice deontologico, ed è più largo di quanto si creda: informare è ammesso, promettere un risultato no.
| Elemento | Perimetro | Riferimento |
|---|---|---|
| Attività, organizzazione e struttura dello studio | Ammesso | L. 247/2012, art. 10, comma 1pubblicità informativa consentita |
| Specializzazioni e titoli scientifici e professionali | Ammesso | L. 247/2012, art. 10, comma 1 |
| Titolo professionale, denominazione dello studio, Ordine di appartenenza | Da indicare sempre | Codice deontologico forense, art. 35insieme ai doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza |
| Natura e limiti dell'obbligazione professionale | Da richiamare | L. 247/2012, art. 10, comma 3 |
| Casi seguiti, in forma anonimizzata | Ammesso con cautela | Segreto professionalemateria ed esito sì, elementi identificativi del cliente fuori |
| Guide, articoli e risposte alle domande dei clienti | Ammesso, ed è la parte che porta lavoro | Informazione veritiera e verificabile |
| Confronti con altri professionisti | Fuori perimetro | L. 247/2012, art. 10, comma 2informazioni comparative escluse |
| Toni suggestivi e promesse di risultato | Fuori perimetro | L. 247/2012, art. 10, comma 2forme equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive escluse |
| Moduli che raccolgono la storia del caso | Da riprogettare | Minimizzazione dei datiil racconto della vicenda appartiene al colloquio, il modulo serve a richiamare |
L'inosservanza dell'articolo 10 costituisce illecito disciplinare; la violazione dei doveri di corretta informazione dell'articolo 35 del Codice deontologico comporta la sanzione della censura. Sono confini che si rispettano scrivendo bene, e lasciano intatto tutto lo spazio utile.
Si parte dalle domande che ricevete al telefono e in prima consulenza, e si scrive la risposta come la dareste a voce: cosa succede, in quanto tempo, cosa serve portare, quanto costa in linea di massima. Sono le pagine che intercettano chi ha appena ricevuto una lettera o una citazione, cioè persone che decidono in pochi giorni. Una guida così porta richieste per anni e riduce le telefonate esplorative, perché chi arriva ha già letto le basi.
L'esperienza si dimostra raccontando la questione e l'esito senza elementi identificativi: la materia, il punto giuridico, la strada scelta, il risultato e quanto è durato. È la forma corretta per far vedere come lavorate, e funziona meglio di qualunque elenco di aggettivi, perché il lettore riconosce la propria situazione.
Le materie sono l'ossatura del sito: ciascuna con la propria pagina, scritta nel linguaggio con cui il cliente cerca, con le domande frequenti, il modo in cui lavorate e l'invito al primo contatto. Sono le pagine che competono sulle ricerche con la città — «avvocato del lavoro», «avvocato divorzista» — e che danno a Google e alle risposte generate dall'AI un motivo per citarvi.
Quasi ogni ricerca di un avvocato contiene una città. La scheda Google dell'attività, curata con orari, foto vere, materie e risposte alle recensioni, porta le prime telefonate mentre i contenuti maturano. Insieme servono indirizzo e recapiti coerenti ovunque compaiano, perché le incoerenze indeboliscono proprio il segnale locale.
Un aggiornamento periodico su novità normative che toccano i vostri clienti tiene vivo il rapporto con chi vi ha già scelto e con i colleghi che segnalano pratiche. È il canale che costa meno e rende nel tempo, perché parla a persone che vi conoscono già.
Uno studio si sceglie per chiarezza: chi spiega bene un problema prima ancora di incassare, lascia intendere come tratterà la pratica.
Raccogliamo le materie che seguite davvero e le domande che ricevete in prima consulenza: sono la mappa del sito.
Mappa dei contenutiFissiamo insieme cosa dire e come dirlo, dentro l'articolo 10 della legge professionale e l'articolo 35 del Codice deontologico.
Linee guida scrittePagine materie, profilo, contatti, guide. Prototipo con i vostri testi reali, pensato prima per il telefono.
Prototipo navigabileScriviamo le pagine materie e impostiamo i moduli con minimizzazione dei dati e informativa dedicata.
Testi e form a normaSviluppo, prestazioni, dati strutturati, scheda Google, analytics e consenso. Poi la messa online.
Sito onlineGuide nuove, aggiornamenti normativi e presenza locale: la parte che continua a portare richieste.
Richieste in crescitaIn totale 15 giorni lavorativi per il sito professionale, 25 con il piano dei contenuti
Prezzi finali senza IVA, perimetro scritto prima di cominciare. La verifica del sito attuale resta gratuita in ogni caso.
Manutenzione da €149 al mese: aggiornamenti, backup, monitoraggio e un'ora di modifiche mensile. Il canone per contenuti e SEO parte da €890 al mese e si valuta dopo i primi risultati.
Un sito professionale con materie, profilo, contatti e modulo a norma parte da €1.990 e va online in 15 giorni lavorativi. Con guide, articoli e struttura per la ricerca locale si parte da €3.900, online in 25 giorni. Il preventivo esce prima di cominciare, con il perimetro scritto.
L'articolo 10 della legge 247/2012 consente la pubblicità informativa sull'attività professionale, sull'organizzazione e struttura dello studio e sulle specializzazioni e i titoli posseduti, purché l'informazione sia trasparente, veritiera e corretta, con riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale. Restano fuori perimetro le forme comparative, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive. Lavoriamo dentro questo confine fin dalla prima bozza.
Il titolo professionale, la denominazione dello studio e l'Ordine di appartenenza: lo chiede l'articolo 35 del Codice deontologico forense, che impone anche i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza. La violazione porta la sanzione disciplinare della censura. Sono dati che si scrivono una volta e restano al loro posto.
In forma anonimizzata sì, descrivendo materia, questione e esito senza elementi che identifichino la persona: il nominativo dei clienti resta fuori dalle informazioni rese pubbliche. È il modo corretto per mostrare esperienza reale invece di aggettivi.
È il canale di acquisizione più solido del settore. Chi ha un problema cerca la domanda, in italiano corrente: «quanto dura una separazione», «licenziamento per giusta causa cosa fare». Una pagina che risponde bene porta la persona allo studio già informata, e quella pagina continua a lavorare per anni.
Con il principio di minimizzazione: il modulo raccoglie il necessario per richiamare, invece della storia del caso. Informativa dedicata, base giuridica esplicita, invio cifrato, conservazione limitata e campi chiusi, che tengono i dati particolari fuori dal primo contatto. Il racconto della vicenda si fa in studio, che è anche più utile per voi.
Una pagina per materia, scritta nel linguaggio con cui il cliente cerca, con le domande che pone davvero, i tempi realistici e il modo in cui lavorate. Sono anche le pagine che si posizionano: «avvocato divorzista» e «avvocato del lavoro» si giocano lì, insieme alla città.
Molto: quasi ogni ricerca di un avvocato porta con sé una città. Scheda Google dell'attività curata, indirizzo e recapiti coerenti ovunque, pagine che nominano il territorio in cui operate: è la parte che porta le prime telefonate mentre i contenuti maturano.
Spesso sì. Diagnosi gratuita in tre giorni, poi interventi a prezzo fisso da €690 su velocità, versione mobile, moduli, testi delle materie e presenza locale. Quando la base regge, sistemare costa una frazione di rifare.
La professione forense ha una regola semplice sotto le formule: informare è ammesso, promettere è fuori perimetro. Da lì discende tutto il resto, e chi accetta quel confine scopre che lo spazio utile è molto più ampio di quanto si racconta in giro, perché è lo spazio della competenza spiegata bene.
L'articolo 10 della legge 247/2012 consente la pubblicità informativa sull'attività professionale, sull'organizzazione e sulla struttura dello studio, sulle specializzazioni e sui titoli, e chiede che l'informazione sia trasparente, veritiera e corretta, con riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale. Restano escluse le forme comparative, equivoche, ingannevoli, denigratorie o suggestive, e l'inosservanza costituisce illecito disciplinare. L'articolo 35 del Codice deontologico aggiunge i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, e l'obbligo di indicare titolo professionale, denominazione dello studio e Ordine di appartenenza.
Un sito di studio che elenca dieci aree in una riga ciascuna compete con migliaia di siti identici. Una pagina per materia, scritta nella lingua di chi ha il problema, con domande frequenti, passaggi del procedimento e tempi realistici, compete invece su ricerche precise, dove la concorrenza si gioca sui contenuti invece che sul budget.
Chi ha appena ricevuto un licenziamento o un decreto ingiuntivo cerca la propria domanda. Una guida che risponde con onestà — compresi i casi in cui conviene aspettare o trattare — porta in studio persone informate, che arrivano già orientate e con aspettative realistiche. È il canale di acquisizione più stabile del settore, e cresce invece di consumarsi come un annuncio.
Un modulo che invita a raccontare la vicenda raccoglie, spesso, dati particolari prima ancora che esista un rapporto professionale. La strada corretta è opposta: chiedere il minimo per richiamare, dichiarare base giuridica e conservazione, evitare campi liberi che tentino il racconto. Il colloquio è il posto giusto per la storia, e anche il momento in cui la vostra competenza si vede.
Quasi ogni ricerca contiene una città, e la scheda Google dell'attività è il primo punto di contatto: orari, foto, materie, risposte alle recensioni. Curarla dà risultati in poche settimane, mentre le pagine e le guide maturano nei mesi. Le due cose insieme costruiscono un flusso che smette di dipendere dal passaparola.
Alla fine il sito di uno studio fa due cose: risponde a chi ha un problema e rassicura chi vi ha già trovato per altra via. Entrambe si ottengono con chiarezza, sobrietà e velocità, e stanno per intero dentro il perimetro deontologico.
Lo stesso metodo per architetti, ingegneri e commercialisti.
Intermediari assicurativi: dati richiesti e area clienti.
La base tecnica del progetto, chiavi in mano.
Guide, materie e ricerca locale che portano richieste.
Se il sito esiste già: diagnosi gratuita in 3 giorni.
Come cambia il progetto secondo il vostro settore.
Risposta entro 30 minuti negli orari di lavoro.