Usi l'AI in azienda?
Gli obblighi
Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 e il regime sanzionatorio. Un chatbot sul sito, testi o immagini generati, uno strumento che legge i curriculum: per il Regolamento siete un deployer. Verifichiamo gratis la vostra posizione.
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Gratisverifica preliminare
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3 giornitempo per il report
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02.12.2026prossima scadenza
Situazioni che fanno scattare gli obblighi
Nella maggior parte dei casi l'adeguamento è documentale e leggero. Serve che qualcuno lo guardi in tempo.
- Sul sito risponde un chatbot o un assistente virtuale
- Pubblicate testi o immagini generati con l'AI
- Uno strumento automatico filtra curriculum o valuta il personale
- L'e-commerce usa un motore di raccomandazione basato su AI
- Un modello linguistico è entrato nei processi interni
Le date che
Il Regolamento si applica per scaglioni, e il Digital Omnibus del luglio 2026 ha spostato la parte più pesante. Ecco il quadro aggiornato.
| Data | Cosa si applica | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 2 febbraio 2025 | Pratiche vietate e alfabetizzazione sull'AIarticoli 5 e 4 del Regolamento | Chi sviluppa e chi usa sistemi di AI |
| 2 agosto 2025 | Modelli per finalità generali e governanceobblighi per i fornitori di modelli, autorità nazionali | Fornitori di modelli, Stati membri |
| 2 agosto 2026 | Trasparenza (art. 50) e sanzioni (art. 99)in vigore: chatbot dichiarati, contenuti sintetici marcati | Imprese che usano l'AI |
| 2 dicembre 2026 | Marcatura tecnica dei sistemi già sul mercatopiù due nuove pratiche vietate | Chi usa sistemi attivi prima di agosto 2026 |
| 2 dicembre 2027 | Sistemi ad alto rischio dell'Allegato IIIrinviati dal Regolamento (UE) 2026/1744 | Lavoro, istruzione, credito, servizi essenziali |
| 2 agosto 2028 | Alto rischio integrato in prodotti regolatimacchine, dispositivi medici, giocattoli | Fabbricanti di prodotti con AI a bordo |
Fonti: Regolamento (UE) 2024/1689, Regolamento (UE) 2026/1744, Legge 132/2025. Dati verificati al 14 settembre 2026.
Cosa deve fare chi
Dichiarare il chatbot
Chi scrive deve sapere che sta parlando con un sistema di AI. Basta una riga chiara nell'interfaccia, prima dello scambio.
Marcare i contenuti generati
Testi, immagini, audio e video prodotti con l'AI vanno resi riconoscibili, in forma leggibile dalle persone e dalle macchine.
Informare su biometria ed emozioni
I sistemi di riconoscimento biometrico o delle emozioni richiedono un'informativa alle persone esposte, prima dell'uso.
Formare chi usa gli strumenti
L'articolo 4 chiede un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'AI per il personale coinvolto, proporzionato al ruolo.
Tenere il registro dei sistemi
Elenco degli strumenti in uso, finalità, fornitore, livello di rischio e scelte fatte: è il documento che serve in caso di controllo.
Italia: dichiarare l'uso dell'AI
La Legge 132/2025 chiede ai professionisti di dichiarare l'uso dell'AI nei servizi e ai datori di lavoro di informare chi lavora.
Le sanzioni arrivano a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale per la violazione degli obblighi, e a 35 milioni o al 7% per le pratiche vietate. In Italia la vigilanza è dell'ACN, l'innovazione resta ad AgID.
Come procediamo
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Mappatura
Elenchiamo dove l'AI è davvero in uso: sito, marketing, processi interni, strumenti dei fornitori.
Quadro completo dei sistemi -
Classificazione
Determiniamo il livello di rischio di ciascun sistema e gli obblighi che ne derivano.
Livello di rischio definito -
Adeguamento
Informative, dichiarazioni di trasparenza, marcatura dei contenuti, registro interno, istruzioni per il personale.
Obblighi di trasparenza assolti -
Documentazione
Consegniamo il fascicolo da esibire in caso di controllo, con le fonti normative di ogni scelta.
Fascicolo pronto per il controllo
In totale 11–18 giorni
Scoprite in 3 giorni se siete coinvolti
La verifica preliminare è gratuita: guardiamo gli strumenti in uso e vi diciamo quali obblighi vi riguardano. Se siete già in regola, ve lo scriviamo e finisce lì.
Domande frequenti
Quando entrano in vigore gli obblighi dell'AI Act? +
Per scaglioni. Dal 2 febbraio 2025 valgono le pratiche vietate e l'obbligo di alfabetizzazione sull'AI (articolo 4). Dal 2 agosto 2025 le regole sui modelli per finalità generali. Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 e le sanzioni dell'articolo 99. I sistemi ad alto rischio dell'Allegato III partono il 2 dicembre 2027, quelli integrati in prodotti regolati il 2 agosto 2028.
Cosa è cambiato con il Digital Omnibus? +
Il Regolamento (UE) 2026/1744 dell'8 luglio 2026 ha rinviato l'applicazione delle regole sui sistemi ad alto rischio: dal 2 agosto 2026 al 2 dicembre 2027 per i sistemi dell'Allegato III e al 2 agosto 2028 per quelli integrati in prodotti. Gli obblighi di trasparenza e il regime sanzionatorio restano in vigore da agosto 2026.
L'AI Act riguarda anche la mia azienda? +
Se usate un chatbot, un generatore di testi o immagini, un motore di raccomandazione o uno strumento che filtra i curriculum, siete un «deployer» ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1689. Per rientrarci basta usare il sistema: svilupparlo è una condizione ulteriore, mai necessaria.
L'AI Act prevede un obbligo di formazione? +
Sì. L'articolo 4 chiede a fornitori e utilizzatori di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'AI alle persone che se ne occupano, in proporzione al ruolo e al contesto. Vale dal 2 febbraio 2025 e riguarda anche le piccole imprese.
Serve una certificazione AI Act? +
Per la maggior parte delle imprese che usano l'AI, la strada è la documentazione interna: informative, marcatura dei contenuti, registro dei sistemi, formazione. La valutazione di conformità con organismo notificato riguarda chi fornisce sistemi ad alto rischio.
Cosa rischio concretamente? +
Le sanzioni arrivano a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale annuo per la violazione degli obblighi, e a 35 milioni o al 7% per le pratiche vietate. Per una PMI il rischio pratico è la contestazione di un cliente, di un concorrente o dell'autorità di vigilanza: in Italia l'ACN.
Quanto costa mettersi in regola? +
La verifica preliminare è gratuita e arriva in 3 giorni lavorativi. L'adeguamento documentale parte da €1.490 e comprende mappatura, classificazione dei sistemi, informative, marcatura dei contenuti e fascicolo da esibire in caso di controllo.
AI Act: cosa significa per una PMI italiana
Il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, distingue chi fornisce sistemi di intelligenza artificiale da chi li usa. La maggior parte delle imprese italiane rientra nella seconda categoria: il «deployer». Gli obblighi, in questo caso, sono soprattutto di trasparenza e di organizzazione interna, e riguardano anche strumenti diffusi come chatbot, generatori di testi e immagini, motori di raccomandazione.
Trasparenza: cosa vede il cliente
Dal 2 agosto 2026 chi interagisce con un sistema di AI deve saperlo. Sul sito questo significa dichiarare il chatbot prima dello scambio, indicare quando un contenuto è generato o modificato con l'AI e informare le persone esposte a sistemi biometrici o di riconoscimento delle emozioni. La marcatura tecnica dei contenuti, per i sistemi già attivi prima di agosto 2026, diventa obbligatoria dal 2 dicembre 2026.
Alfabetizzazione: cosa serve al personale
L'articolo 4 chiede un livello sufficiente di competenza sull'AI per chi la usa in azienda. In pratica: istruzioni scritte su cosa è permesso fare con gli strumenti, quali dati restano fuori, chi verifica gli output prima della pubblicazione. Per una PMI si risolve con un documento breve e una sessione di formazione.
Alto rischio: chi deve guardare avanti
I sistemi dell'Allegato III — selezione del personale, valutazione del credito, istruzione, servizi essenziali — hanno obblighi più pesanti: valutazione di conformità, gestione del rischio, sorveglianza umana, registrazione degli eventi. Il Digital Omnibus ha spostato questa parte al 2 dicembre 2027, e al 2 agosto 2028 per l'AI integrata in prodotti già regolati. È tempo utile per prepararsi, soprattutto per chi usa strumenti automatici nelle assunzioni.
Il quadro italiano
La Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, affianca al Regolamento europeo le regole nazionali: AgID promuove l'innovazione e segue notifica e accreditamento degli organismi, ACN esercita la vigilanza di mercato con poteri ispettivi e sanzionatori. La legge chiede inoltre ai professionisti di dichiarare l'uso dell'AI nei propri servizi e ai datori di lavoro di informare chi lavora quando l'AI entra nella gestione del personale.