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Google Merchant Center: feed prodotti senza errori
Come si configura Google Merchant Center: verifica del sito, invio del feed, spedizioni e imposte, diagnostica degli errori e riesame dopo una sospensione.
Google Merchant Center è il pannello in cui un negozio carica il proprio catalogo e lo tiene allineato con il sito. Da lì i prodotti arrivano alle schede gratuite di Shopping e alle campagne pubblicitarie. Il lavoro vero è uno solo: tenere il feed pulito, cioè far coincidere ciò che dichiarate con ciò che la pagina prodotto mostra.
Che cosa significa per voi
- Avete già un e-commerce — il feed nasce dal catalogo e va mantenuto ogni giorno: qui contano automazione e diagnostica, più della configurazione iniziale.
- State aprendo il negozio — configurate Merchant Center insieme alle pagine di spedizioni, resi e contatti: sono parte dei requisiti, da preparare insieme al catalogo.
- Vendete anche in negozio — l'inventario locale porta i prodotti davanti a chi cerca in zona, con la disponibilità reale.
Come si configura un account, passo per passo
- Create l'account con i dati reali dell'azienda: ragione sociale come in visura, indirizzo, partita IVA, paese di vendita e valuta.
- Verificate il sito e rivendicatene la proprietà. Il metodo più rapido è il collegamento con lo strumento di analisi o con il gestore dei tag già presenti sul sito; in alternativa si carica un file o si aggiunge un meta tag.
- Impostate le informazioni sull'attività: contatti, orari di assistenza, politica di reso e tempi di spedizione. Questi dati vengono confrontati con le pagine del sito, quindi devono coincidere parola per parola.
- Configurate spedizioni e imposte per l'Italia e per i paesi in cui vendete.
- Inviate il primo feed e attendete la revisione.
- Collegate l'account pubblicitario se volete attivare campagne, e la scheda dell'attività se avete punti vendita.
La nuova interfaccia di Merchant Center ha spostato alcune voci, ma la sostanza è rimasta: anagrafica, feed, diagnostica, impostazioni di consegna.
I quattro modi di inviare il catalogo
| Metodo | Quando ha senso | Limiti |
|---|---|---|
| File caricato a mano | Cataloghi piccoli e stabili | Va rifatto a ogni variazione |
| Recupero programmato | La scelta standard: un indirizzo del sito che genera il file, letto da Google ogni giorno | La frequenza massima è quella pianificata |
| Estensione della piattaforma | Negozi su piattaforme diffuse, con collegamento pronto | Dipende dalla qualità dell'estensione |
| Collegamento via API | Cataloghi ampi, prezzi dinamici, disponibilità che cambia in giornata | Richiede sviluppo |
Per la maggior parte dei negozi italiani la combinazione efficace è il recupero programmato ogni notte, più l'aggiornamento rapido di prezzi e disponibilità durante la giornata. Così il catalogo resta coerente anche quando il magazzino si muove.
I feed supplementari
Un feed supplementare aggiunge o corregge dati senza toccare il catalogo principale: serve per riscrivere titoli, aggiungere etichette personalizzate, correggere categorie o escludere articoli. È lo strumento che permette di migliorare i dati per Google mentre il gestionale continua a fare il suo lavoro con le sue regole.
Un uso tipico: etichette che segnano i prodotti per margine, stagione o velocità di rotazione. Quelle etichette diventano poi i gruppi su cui si decidono budget e priorità nelle campagne.
Imposte, spedizioni e prezzo finale
In Italia il prezzo comunicato al consumatore comprende l'IVA, quindi il campo prezzo del feed contiene già l'imposta, esattamente come la pagina prodotto.
Le spedizioni si possono dichiarare in due modi: con le regole impostate nel pannello, per peso, valore o zona, oppure con il dato inviato nel feed per singolo prodotto. La regola pratica è che il costo mostrato da Google coincida con quello del carrello. Una spedizione dichiarata più bassa porta clic che finiscono in abbandono; una dichiarata più alta lascia vendite sul tavolo.
Chi spedisce in più paesi imposta un gruppo di regole per ciascuno, e verifica che il paese di vendita nel feed sia quello giusto. Su questo si inceppano parecchi progetti di export, insieme alla fiscalità estera di cui parliamo nella pagina realizzazione e-commerce.
La diagnostica: leggerla per gruppi, invece che riga per riga
La sezione diagnostica elenca problemi su tre livelli: account, feed e singoli prodotti. L'approccio che fa risparmiare giornate è guardarla per gruppi.
| Livello | Esempio | Effetto |
|---|---|---|
| Account | Informazioni sull'attività incomplete | Blocca tutto il catalogo |
| Feed | Colonna mancante, formato della data errato | Blocca la parte di catalogo interessata |
| Prodotto | Immagine fuori specifica, identificativo assente | Blocca il singolo articolo |
Gli avvisi meritano la stessa attenzione degli errori: un attributo consigliato assente lascia il prodotto pubblicato e riduce le occasioni in cui viene mostrato.
Quattro problemi coprono la maggior parte dei rifiuti che incontriamo:
- Disallineamento di prezzo o disponibilità fra feed e pagina, spesso dovuto a una promozione attiva solo sul sito o a una cache del catalogo.
- Identificativi di prodotto assenti su articoli di marca. Se il produttore li fornisce, vanno inseriti; per prodotti artigianali si dichiara l'assenza con l'attributo dedicato.
- Immagini fuori specifica: filigrane, cornici, scritte promozionali, sfondo confuso, risoluzione insufficiente.
- Categoria del prodotto errata, che porta l'articolo a competere nel posto sbagliato o a finire in una categoria soggetta a limitazioni.
Quando l'account viene sospeso
Le sospensioni si dividono in due famiglie. Quelle tecniche, legate a un errore circoscritto, si risolvono correggendo e chiedendo il riesame. Quella per falsa rappresentazione è un'altra storia: riguarda la fiducia complessiva nel negozio, e Google la applica quando le informazioni al consumatore sembrano incomplete o contraddittorie.
Il percorso che funziona:
- Rileggere la segnalazione e individuare l'area: prezzi, trasparenza aziendale, pagamenti, resi, contatti.
- Sistemare il sito in tutti i punti coinvolti, insieme: pagina resi completa di tempi e modalità, spedizioni consultabili prima del carrello, dati societari e partita IVA in chiaro, contatto che risponde davvero, prezzi coerenti in ogni schermata.
- Verificare il percorso d'acquisto dall'inizio alla fine, come farebbe un revisore: prodotto, carrello, spedizione, pagamento.
- Chiedere il riesame una volta sola, a lavoro concluso. Le richieste ripetute su un sito ancora incoerente allungano i tempi.
Vale la pena ricordare che quasi tutti quei punti sono obblighi verso il consumatore previsti dal Codice del consumo. Google chiede in sostanza ciò che la legge già chiede: chi ha in ordine le informazioni precontrattuali arriva alla revisione con poco da sistemare.
Promozioni, recensioni e inventario locale
Promozioni. Sconti e codici possono comparire sulle schede prodotto, con date di validità e condizioni dichiarate. Le regole sulla comunicazione dei ribassi — prezzo di riferimento, durata, annuncio corretto — valgono anche qui: una promozione dichiarata male crea un problema su due fronti, con Google e con il consumatore.
Recensioni di prodotto. Chi raccoglie giudizi sui prodotti può portarli nelle schede attraverso i programmi dedicati, con i requisiti di volume e formato previsti. Le recensioni devono essere autentiche e verificabili, come per qualunque altro canale.
Inventario locale. Per chi ha punti vendita, il feed di inventario locale mostra la disponibilità in negozio a chi cerca nelle vicinanze. Serve un magazzino aggiornato di frequente e una scheda dell'attività curata: i due sistemi si completano, come abbiamo visto in Google My Business oggi.
La manutenzione mensile
- Diagnostica letta per gruppi, con le cause ricorrenti eliminate alla radice
- Prezzi e disponibilità verificati a campione contro il sito
- Titoli e immagini rivisti per le categorie che rendono di più
- Feed supplementari aggiornati con le etichette della stagione in corso
- Prodotti esauriti o fuori assortimento tolti dal catalogo
- Impostazioni di spedizione confrontate con quelle reali del carrello
- Dati di rendimento letti insieme ai numeri del negozio
Venti minuti alla settimana su un catalogo medio: molto meno del tempo che costa un account sospeso in stagione alta.
Quando conviene farsi aiutare
Un catalogo di poche decine di prodotti si gestisce da soli. Ha senso chiedere aiuto quando il feed nasce da un gestionale con logiche proprie, quando i rifiuti si ripetono dopo più correzioni, quando l'account viene sospeso per falsa rappresentazione, o quando il catalogo deve alimentare insieme Shopping, campagne e disponibilità in negozio. È il lavoro che descriviamo in Google Ads e promozione, e la destinazione finale dei prodotti approvati è quella che abbiamo raccontato in Google Shopping.
Fonti
- Google, Guida di Merchant Center — configurazione dell'account, verifica del sito e invio dei feed
- Google, Specifiche dei dati di prodotto e norme di Merchant Center
- Google, Requisiti per le schede prodotto gratuite e per l'inventario locale
- D.Lgs. 206/2005 (Codice del consumo), informazioni precontrattuali, prezzi e annunci di riduzione
Verificato il 20.09.2026.
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